Visita a Monreale e Shopping a Palermo

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MONREALE

"Chi và a Palermo e non và a Monreale parte asino e torna maiale" questo è un vecchio detto siciliano, cose che si dicevano una volta, ma nasconde una verità: Chi non và a Monreale dopo che è stato a Palermo non sà cosa si perde. Dentro la cattedrale i mosaici d'oro si possono ammirare solo guardando in sù, la volta è piena di immagini religiose e anche gli apostoli sono riprodotti in mosaico. 

Alla sontuosa cattedrale normanna, che attira ogni anno un milione di visitatori, si deve la grande fama della città di Monreale.

Imponente con i suoi cento metri di lunghezza, magnifico con le splendide absidi decorate ad archi ciechi, il Duomo di Monreale rivela la sua sontuosità all’interno.
Superato lo splendido portone di Bonanno Pisano - o la porta, non meno bella, realizzata da Barisano da Trani - si resta senza fiato davanti alle pareti rivestite di stupendi mosaici, definiti un miracolo di oreficeria, estesi per seimila e trecento metri quadrati. Mosaici policromi e d’oro zecchino, raffiguranti la Bibbia, la Creazione, i Profeti e la venuta di Gesù, la Crocefissione la Resurrezione. La prospettiva culmina nel Coro con la grandiosa figura del Cristo Pantocratore, “dai dolci occhi a mandorla, che sembra abbracciare il tempo”, alto ben dodici metri, visibile da ogni parte.

 

Un capolavoro insuperato anche per la potente forza comunicativa “un inno al trascendente”. Il tetto anch’esso mirabile, a forma di carena di nave, è costituito da enormi tronchi scolpiti con fregi d’oro.
L’icona di Maria, su cui è scritto in greco “tutta Immacolata” è ospitata nella parte centrale dell’abside maggiore.
Il lato destro ospita i mausolei con le spoglie di Guglielmo II Buono e di Guglielmo I il Malo, due re dal carattere diverso la cui indole si riflette perfino nei loro sarcofagi: di marmo bianco, istoriato, il primo, di rigorosa e spoglia pietra scura di porfido il secondo.
Nella cripta infine si custodisce anche il tesoro di Guglielmo II, di cui fa parte una spina della corona di Cristo, conservata in un reliquario d’oro e d’argento.
La visita continua nel chiostro, dalla pianta quadrata sottolineata dall’elegante colonnato composto da centoquattordici coppie di colonnine.
La varietà dei soggetti raffigurati nelle colonnine ne fanno un luogo di riflessione e di preghiera, il cui delizioso silenzio, come scrive Guy de Maupassant, suggerisce “un tale stato di grazia che ci si vorrebbe rimanere all’infinito”. La serie di scale, a chiocciola, scoperte, ripide, alternate da attraversamenti e ballatoi, costituisce le terrazze, altra attrazione del duomo, che salendo sempre più in alto, accompagnano il visitatore su per una serie di panorami e scorci da scoprire, tra cui la vista mozzafiato sulla Conca d’Oro.

Attiguo al duomo è il complesso monumentale, un tempo sede del Convento dei Benedettini. Recentemente oggetto di un restauro, il sito, caratterizzato da splendide sale luminose, è stato destinato, tra l’altro, a sede della Galleria Civica d’Arte moderna, intitolata al suo primo curatore e direttore, Giuseppe Sciortino. Notevole lo scalone interno, di fattura barocca, realizzato in marmo di Carrara e di Billiemi. I restauri hanno portato alla luce numerose scoperte, tra cui locali sotterranei ed una splendida pavimentazione.

Del complesso monumentale fa parte anche l’Archivio storico, mentre, attraversato il grande atrio, si accede all’elegante belvedere, un tempo coltivato dai monaci a ortaggi e piante officinali, oggi fitto di ficus centenari e dominato da una grande magnolia. Di fronte al duomo si trova l’accesso alle grotte. Si tratta di cavità naturali che attraversano il sottosuolo del centro storico. Ricche di stalattiti, le grotte passano vicino alle falde freatiche e visitandole si sente il sommesso gorgoglio dell’acqua sotterranea: la località di Monreale abbonda di polle e sorgenti, alcune delle quali convogliate nelle belle fontane, opera del Torres. Le grotte possono essere visitate, appena terminati gli interventi manutentori.

Il settecentesco Palazzo di Città, sul lato sinistro della piazza, custodisce alcuni dipinti di pregevole scuola, oltre ad una tela di Antonio Pietro Novelli, padre del più famoso Pietro.
Tra gli altri l’Anapo di Siracusa di Antonio Leto, pittore monrealese dell’Ottocento, che si trova nella Sala Rossa, destinata al Sindaco. Qui è custodito anche un gruppo scultoreo in terracotta del Gagini raffigurante la Sacra Famiglia. Di grande pregio i ritratti di Benedetto d’Acquisto e di Pietro Novelli, nonché un dipinto del fiammingo Matthias Stomer, raffigurante “L’adorazione dei pastori”.

L’antico quartiere del Carmine, posto a ridosso del duomo, sul versante sud orientale, conserva ancora lo spirito delle origini, malgrado i segni del nostro tempo. Caratteristici sono i chiassi, ( da chiazza, cioè piazza) spazi comuni nei quali al termine della giornata di lavoro i contadini e le loro famiglie sedevano ad ascoltare i benedettini che facevano opera di evangelizzazione e catechesi. Un altro quartiere storico, a monte, al di là del corso principale della cittadina, è la Bavera, detta così perché abitato dagli esattori del fisco, all’epoca detti bavaresi. Una passeggiata alla bavera riserva delle sorprese.

 

 

PALERMO

Ubicata nel cuore del Mediterraneo e baciata dal sole per quasi 365 giorni l'anno, Palermo è sempre stata il crocevia di popoli e culture diverse, strategico luogo di transito ed importante scalo marittimo e commerciale, culla di antiche civiltà che hanno lasciato tracce indelebili nella cultura e nelle tradizioni del popolo palermitano.

Da sempre la città affascina i suoi visitatori per la sua eccellente posizione, il clima sempre mite e la bellezza dei suoi luoghi che conservano ancora le testimonianze dei popoli - dagli arabi ai normanni, dagli angioini agli aragonesi - che, nel corso dei secoli, hanno dominato la città.

Ma Palermo è anche una città moderna e vivace capace di sorprendere per la moltitudine e la varietà di attrazioni offerte: cinema, teatri, ristoranti e locali tipici ma anche caratteristici mercati rionali che si alternano a rinomate vie dello shopping deputate agli acquisti più esclusivi.

Le più celebri vie dello shopping palermitano sono senz'altro Via Ruggero Settimo dove spiccano i punti vendita di Giorgio ArmaniPolo Store, Sisley e Aries e Via Libertà, una delle strade più eleganti e frequentate  dove a fianco agli store di catene nazionali come Benetton, convivono accorsati negozi di abbigliamento quali Extra, Bagagli e David Mayer.

Qui si possono trovare negozi per tutti i gusti e le esigenze: dalle eleganti boutique d'alta moda alle preziose gioiellerie, dai negozi di articoli per la casa a quelli per il tempo libero.

Queste due importanti arterie sono attraversate da una fitta rete di vicoli e traverse costellate di graziose botteghe artigiane, piccole librerie a tema e negozi che non appartengono alle grandi catene commerciale e dove è possibile fare acquisti davvero originali.

Chi ama l'antiquariato, poi, non può fare a meno di una passeggiata lungo Corso Alberto Amedeo, con i suoi antichi negozi dove trovare il meglio dell'arte e dell'arredamento antico. Gli appassionati di ceramiche, invece, avranno solo l'imbarazzo della scelta tra le botteghe di Via Nicolò Gallo, quelle di Via Daita e quelle di Via Isidoro La Lumia.

Per chi è a caccia di souvenir caratteristici è d'obbligo una tappa in Via Vittorio Emanuele, dove si trovano botteghe di ceramiche, pupi e carretti siciliani.

Da non perdere, infine, una sosta ad uno dei caratteristici mercati della città come quello della "Vucciria", intorno a Piazza Caracciolo, il grande mercato del "Capo" e quello di"Ballarò", nell'antico quartiere dell'Alberghiera.


Durata Tour: 8 ore

Tour panoramico nel cuore della città per ammirare il Teatro Politeama, il Teatro Massimo, il Palazzo Reale e Porta Nuova. Proseguimento con passeggiata (con accompagnatore) nel centro storico con visita della Cattedrale, i Quattro Canti, la Fontana Pretoria ed il famoso mercato Palermitano del Ballarò. Degustazione di street food . Il tour continua a Monreale con la visita del Duomo con i maestosi mosaici bizantini.

 

 

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